IPPOLITO

IPPOLITO
di Euripide

Traduzione, adattamento e regia di NICOLA ALBERTO OROFINO
Con Egle Doria, Silvio Laviano, Luana Toscano, Gianmarco Arcadipane.
Scene e costumi Vincenzo La Mendola
Assistente alla regia Gabriella Caltabiano
Foto di scena Gianluigi Primaverile
Produzione ASSOCIAZIONE CULTURALE MADE’

Progetto in residenza a “Teatro in Fortezza 2018” – Sperlinga (EN) in collaborazione con Teatri di Pietra –Sicilia 2018. Si ringrazia per la collaborazione Il Teatro Stabile di Catania

Note: Ippolito di Euripide è la tragedia delle passioni estreme. La passione di Fedra che è febbre d’amore altissima, senza nessuna possibilità di guarigione; la passione di Ippolito che è fanatismo e esaltazione di tutto ciò che è puro e casto (e quindi innanzitutto esaltazione per se stesso); la passione di Teseo, che è ira funesta e distruttrice in cui la grazia non trova dimora. Tutti e tre i protagonisti di questa tragedia verbalizzano le proprie passioni in maniera ossessiva. Sono tre personaggi vistosi, appariscenti, le cui parole hanno la capacità di analizzare, nascondere, cambiare, camuffare, dilatare gli eventi della tragedia. Personaggi estremi dunque, e con un’anima grande. Euripide fa di ognuno di loro una vittima della vicenda e lo spettatore non può che giustificarne gli eccessi e le debolezze. Nessuno dei personaggi sa dove lo porterà la vita. Persino la Nutrice dimostra stoltezza scatenando il primo dramma della vicenda che scatenerà poi tutti gli altri. Alla tragedia concorrono poi due divinità che colpiscono senza soccorrere: Afrodite colpisce Ippolito che non sa sottomettersi; Artemide sul finale si dichiara pronta a vendicare il suo protetto. Un dramma pieno di opposizioni, parallelismi e duplicazioni. Ippolito è per questo una tragedia simmetrica, in cui si fronteggiano personaggi pieni di tormenti generati dall’incapacità di comprendere le origini dei disagi degli altri protagonisti. Queste le riflessioni da cui partiamo per la costruzione dello spettacolo che intendiamo realizzare.