• SABATO 27 E DOMENICA 28 AL TEATRO ANTICO DI SEGESTA “LE DONNE AL PARLAMENTO”, DI ARISTOFANE; CON GIORGIA TRASSELLI, GIANCARLO RATTI.
  • DOMENICA 28 PER << NOTTI IN MUSICA SULLA COLLINA DEL TEMPIO>> “TOSCANINI IN JAZZ”.
  • LUNEDI’ PRIMA NAZIONALE “TROIANE” REGIA DI SALVATORE CANNOVA
Dopo il debutto di venerdì sera, prosegue in replica sabato 27 e domenica 28 in replica (ore 19,45), nel teatro antico di Segesta, nell’ambito del “Calatafimi Segesta Festival – Doniasiache 2019”, con la direzione artistica di Nicasio Anzelmo, “Le Donne al Parlamento” di Aristofane, traduzione di Ettore Romagnoli, regia di Giancarlo Sammartano, con Giorgia Trasselli (1), Giancarlo Ratti (2), Paolo Floris e Tommaso Sassi. Tra gli interpreti anche Elisa De Paolis, Maria Beatrice Giovani, Vanessa Littera, Alisia Pizzonia, Marco Rinaldi, Alessandro Zinna, Ludovica Alvazzi Del Frate. Scena e costumi Daniela Catone, musiche Stefano Marcucci.
Il governo alle donne. Alcune donne, capitanate da Prassagora, stanche del malgoverno imperante ad Atene, si riuniscono a notte fonda per definire il loro piano: munite di bastoni, calzari e mantelli sottratti agli ignari mariti addormentati, con l’aiuto di barbe finte si recheranno per tempo all’Assemblea, occuperanno la maggioranza dei posti e, presentata la rivoluzionaria proposta – Il governo alle donne!- la faranno facilmente approvare. Sarà un terremoto politico, sociale e culturale. Di questo il pubblico sarà informato – insieme a Blèpiro, marito di Prassagora, rimasto a casa in mutande, da un certo Crèmete. I due, dopo l’iniziale sconcerto, convengono che la cosa avrà in fondo i suoi vantaggi: gli uomini privati sì del potere, saranno però liberi da impegni e potranno darsi alla dolce vita. Alla base del nuovo regime c’è il comunismo dei beni e delle donne: con l’abolizione della proprietà privata si eviteranno furti e rapine. Nessuno infatti avrà più interesse a rubare ciò che è anche suo. E con le donne in comune non ci sarà più certezza di paternità, cosicché ogni bambino, ogni ragazzo rispetterà come possibile genitore ognuno degli adulti. Inoltre il nuovo sistema decreta la parità assoluta tra le donne giovani e le vecchie, tra le belle e le brutte. Ne discende che ogni cittadino che voglia accoppiarsi con la giovane e bella che più gli aggrada, dovrà prima soddisfare la più brutta delle vecchie. Il sistema però, di sorpresa in sorpresa, mostrerà i suoi comici e surreali intoppi, fino allo scioglimento di un lieto fine culinario, non senza un malinconico sorriso per la mancata rivoluzione delle donne.
“A quasi 2500 anni dalla grande stagione della democrazia ateniese sotto i tetti crollati delle ideologie del ‘900 – spiega il regista Giancarlo Sammartano – si sono esaurite molte energie positive, molte coscienze luminose si sono spente. L’utopia del mutamento cede mestamente al realismo del possibile. Il teatro, povero nella sua natura materiale, fragile per la sua viva fisicità, per sopravvivere deve almeno avere qualche idea, costruire intorno a sé. Così queste Donne al Parlamento (nella traduzione di Ettore Romagnoli, che al rigore della filologia, sa mescolare un boccaccesco sarcasmo teatrale) – prosegue il regista – sono, per Fondamenta Teatro e Teatri, l’approdo consapevole al Maestro de Le Nuvole, de Gli Uccelli, de La Pace, quell’Aristofane che conosceva così bene l’arte di coniugare riso e malinconia, nostalgia del passato e speranza del futuro. La sua maschera, il suo gesto, la sua sapienza filosofica del mondo mostrano ancora i poli di un dibattito inesauribile tra la bellezza immutabile di una natura crudele e la deformità travolgente della società degli uomini. Le Donne al Parlamento – aggiunge – sono così esercizio di stile, funambolismo teatrale tra dizione e gesto, azione collettiva, petulante allegria e malinconia della sera; nostalgia di un valore perduto chissà dove, spazzato via tanto tempo fa con le briciole della giovinezza. Il paradosso comico del mondo alla rovescia – conclude Sammartano – mostra nel grottesco una bruciante verità: che la società degli “uomini”, nel suo insieme non ha saputo costruire che una lenta, inesorabile distruzione comune”.

Giorgia Trasselli (ph. Francesco Fiorello)
(1) Giorgia Trasselli ha studiato recitazione presso il Teatro Stabile di Roma. Al grande pubblico è nota per avere interpretato il ruolo della ‘Tata’ nella sit com Casa Vianello a fianco di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, iniziata nel 1988 e conclusasi nel 2007. E’ stata anche protagonista in vari sceneggiati televisivi tra cui: Diritto di difesa, Distretto di Polizia 2, Giochi pericolosi, Don Matteo 7, R.I.S. – Delitti imperfetti, e al cinema con Classe mista 3ª A, ed ha affiancato Mauro Serio nel gioco di Rai 2 Che fine ha fatto Carmen Sandiego?. È attrice nello spot del formaggio Leerdammer, in cui veste i panni della cartomante assieme all’attrice Cinzia Mascoli, nello spot di Dash smacchiatore con Fabio De Luigi, nello spot delle Gocciole Pavesi interpretando la suocera di Tarzan e nello spot della Banca Mediolanum accanto allo storico testimonial e Presidente Ennio Doris.

Giancarlo Ratti (ph. Francesco Fiorello)
(2) Giancarlo Ratti ha studiato con l’Accademia dei Filodrammatici di Milano. Tra gli spettacoli a cui ha preso parte nella sua carriera teatrale si ricordano Calcoli, La parola ai giurati (che non è l’omonimo film), Abbiamo due ore di vantaggio e Va tutto storto, tutti rappresentati tra il 2006 e il 2007. Ha partecipato a vari programmi radiofonici a partire dalla fine degli anni ‘90; dal 2004 fa parte del cast della trasmissione Il ruggito del coniglio. Nel 2006 ha partecipato alla commedia radiofonica Nessuno è perfetto di Linda Brunetta, al fianco tra gli altri di Maria Amelia Monti . Nel 2008 ha partecipato alla serie tv I Cesaroni. Sempre nel 2008 ottiene il suo primo ruolo cinematografico nel film Colpo d’occhio, di Sergio Rubini, nel ruolo di Nicola.
NOTTI IN MUSICA
Per le Notti in musica a Segesta, sulla Collina del Tempio, domenica 28 luglio, alle 22, “Toscanini in Jazz”, con Francesca Bongiovanni (voce), Davide Lauricella (chitarra jazz), Rosario Montalbano (basso elettrico), Mauro Patti (batteria). L’ensemble selezionato dal Dipartimento Jazz in rappresentanza dell’istituto ha appena ricevuto la menzione speciale della giuria al Sicily Jazz Contest 2019 di Acireale destinato ai 6 conservatori siciliani ed ha avuto grandi apprezzamenti dal pubblico e dagli addetti ai lavori; eseguirà nuovi arrangiamenti di standard jazz e brani originali.
Domenica 28 luglio a Calatafimi Segesta “Danzando tra le righe”.
Promenade nelle vie principali del paese ed esibizione finale alle 21,30 in piazza Cangemi di danza storica. Spettacolo conclusivo del laboratorio “Danze e Gran Balli nella letteratura, tra la fine del Settecento e l’Ottocento”, che si è svolto dal 26 al 28 luglio nella biblioteca comunale, a cura di Carla Favata. Partecipa la Compagnia Internazionale di Danza Storica Harmonia Suave.
LUNEDI’ 29 ALLE 19,45 “TROIANE” DI EURIPIDE – PRIMA NAZIONALE.
Troia è distrutta, gli uomini uccisi e le donne rese schiave dagli eroi greci. Nell’attesa del vento propizio che farà salpare le navi per tornare in patria, davanti alle rovine della città, le Troiane attendono il compiersi del loro destino. Cassandra prevede la sua disgrazia e quella del suo nuovo padrone, Agamennone, una volta rientrati in Grecia; Elena, condannata a morte da Menelao, cerca invano di avere salva la vita, poiché Ecuba rivela la colpevolezza della donna adultera; Andromaca piange le forzate nozze con Neottolemo, il figlio Achille. La sentenza più tragica arriva poco prima della partenza. L’esercito greco, per paura di una ribellione futura, impone la morte del giovane Astianatte, figlio di Ettore e Andromaca: verrà lanciato vivo dalle rocche di Troia. Compiuti i riti funebri, le prigioniere guardano per l’ultima volta la loro patria: una terra afflitta, materna solo a figli privi di vita.
Prima nazionale lunedì 29 luglio per “Troiane” tratto da Euripide, testo e regia di Salvatore Cannova, con Eletta Del Castillo, Selene Demaria, Luciano Sergiomaria Falletta, Valentina Ghelfi, Clara Ingargiola, Edoardo Monteforte, Elvira Scorza. Scene e costumi: Salvatore Cannova. Canti e musiche originali: Salvatore Cannova (Anadius taimon) e Emanuele Spatola (Menelao). Assistente alla regia: Chiara Gambino Assistente alle scene: Paolo Cannova Adattamenti e modifiche sartoriali: Ninetta Litro Produzione Compagnia Fenice Teatri – G273 Produzioni Con il sostegno di Spazio Marceau – Laboratorio Tango – Calatafimi Segesta Festival/ Dionisiache 2019 – I Ciclo di Rappresentazioni Contemporanee di Siracusa.
“Per capire il profondo significato di questa tragedia, ci viene in aiuto una frase di Lev Tolstoj: Note del regista Salvatore Cannova. “Togli il sangue dalle vene e versaci dell’acqua al suo posto: allora sì che non ci saranno più guerre”. Il desiderio di supremazia ha sempre prevalso sulla ragionevole cooperazione, anche oggi che i conflitti si sono solo spostati geograficamente. Guerra è morte del senso civico, decesso della ratio, estinzione del logos. Eppure sembra che non si comprenda, o che non si voglia comprendere, quanto sia assurdo dare vita a un evento così barbaro. Le Troiane, la barbarie, l’hanno vista coi loro occhi e continuano ad averla di fronte alle loro tende, in quella pianura. I resti di Troia, segni tangibili di una fine, sanciscono l’inizio del dramma: quello di chi resta e piange i propri morti; quello di chi ha perso tutto e non può fare a meno di obbedire agli ordini del vincitore. Sono donne che hanno visto morire figli, mariti, fratelli. Donne succubi della supremazia maschile a cui è stata negata ogni volontà, anche quella di tenere i propri capelli: segno di libertà e di forza. Immagino le Troiane come madri, figlie e sorelle che parlano ancora in “greco antico”. Immagino Ecuba interpretata da un uomo, poiché “indifeso” è qualunque essere umano incapace di agire, che rinnegando la guerra in cui si trova, ne è vittima. Immagino delle vicende capaci ora di far sorridere, ora di far riflettere”.
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