Comunicato stampa del 10.8.2018 - Calatafimi Segesta Festival
Miles Gloriosus con Tuccio Musumeci e il Decamerone all’alba
Ecco i prossimi appuntamenti del Calatafimi Segesta Festival
Tuccio Musumeci è protagonista, al Teatro Antico di Segesta, con Miles Gloriosus, di Plauto. Sabato 11 agosto (replica 12-13-14), alle 19.15, lo spettacolo diretto da Romano Bernardi per il Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2018, il festival con la direzione artistica di Nicasio Anzelmo. Sul palco, insieme a Musumeci, Miko Magistro, Dodo Gagliarde, Riccardo Maria Tarci, Margherita Mignemi, Evelyn Famà, Plinio Milazzo, Antonio Castro, Enrico Manna, Giovannino Vasta.
Miles gloriosus è riferito al soldato Pirgopolinice, un millantatore vanaglorioso, noto per le sue spropositate e infondate vanterie. Ma il soldato verrà punito dal solito servo furbo che, alleato con altri personaggi, permetterà alla ragazza, rapita dal soldato, di ricongiungersi con il suo padrone. In realtà, quasi la metà dei versi escono dalla bocca del servo Palestrione, che è il vero protagonista della scena, con i suoi piani che gli fanno più volte meritare il titolo di architetto. È la commedia più lunga di Plauto (1437 versi), quella più ricca di dialoghi a scapito delle parti cantate (solo il 5%) e una di quelle con il maggior numero di personaggi (quelli parlanti sono ben dodici).
L’intreccio del Miles gloriosus si basa su due motivi fondamentali: l’intrigo amoroso, per il quale i due protagonisti maschili, Pirgopolinice e Pleusicle, sono impegnati a contendersi l’amore di Filocomasio, e la beffa ordita dal servo, grazie al quale il giovane Pleusicle rientrerà in possesso dell’amata. La presenza, accanto all’inganno principale, di una beffa “minore” ordita dallo schiavo Palestrione alle spalle dello schiavo Sceledro, e finalizzata a convincerlo del fatto che Filocomasio abbia una sorella gemella, inserisce nell’intreccio un altro tema caro a Plauto, quello del doppio. Anche in questa commedia il personaggio dello schiavo svolge una funzione metateatrale: tocca a lui, infatti, architettare, organizzare e mettere in scena in qualità di “regista” una serie di ludificationes, cioè di beffe destinate ad essere rappresentate dagli altri personaggi, come accade a Filocomasio, chiamata a recitare il ruolo della propria gemella, o alla cortigiana Acroteleuzio, che assume invece il ruolo di moglie di Periplectomeno.
L’alba del 12 agosto invece, alle 5, vedrà in scena in prima nazionale il Decamerone di Boccaccio, con la regia di Giuseppe Bisicchia e Massimo Giustolisi. Scritto tra il 1348 e il 1353 può essere considerata la prima grande opera narrativa in prosa della letteratura italiana. L’immensa galleria di personaggi, situazioni, storie e intrecci viene raccontata da Boccaccio con una presa diretta sulla realtà umana, viva e concreta. La vita degli uomini e delle donne, secondo il punto di vista laico, moderno e terrestre, scorre nelle dieci giornate, dominata da tre forze: l’amore terreno, la fortuna e il denaro. Ma la società che si racconta nel Decamerone è una società nella quale gran parte delle coscienze sono in pieno degrado. La corruzione ha travolto i principi di fondo. I grandi valori della religione, della famiglia e della fede, creano amarezza, delusione e disincanto. Non è dunque solo il sesso a dominare; dominano i personaggi: Calandrino, Buffalmacco, Andreuccio, Lisabetta… Personaggi che vivono storie nelle quali il male si mescola al bene, il sesso all’amore, la violenza alla dolcezza, la leggerezza all’amaro in bocca.
Il punto di vista registico verte sul contrasto simbolico e concettuale tra la peste e quella sorta di “arcadia” che rappresenta il luogo senza spazio e senza tempo in cui l’uomo si rifugia per ritrovare un momento (in questo caso di 10 novelle) necessario per ritornare nel mondo reale, rigenerato. Ma questa “pausa dalla vita” non è dedicata all’ozio, che dopo tante “fatighe” sarebbe stato quantomeno comprensibile, è invece riempita dal bisogno e dall’arte del raccontare e del raccontarsi, attraverso storie, favole e parabole che scandagliano caratteristiche di un “uomo nuovo”, che getta le basi per l’uomo moderno e per un moderno modo di narrarlo: il romanzo. E, così come Boccaccio – qui autore, attore, narratore e deus ex machina – si rivolgeva ad un pubblico di nuovi lettori, attraverso una lettura d’evasione, il pubblico assisterà ad una vera e propria scommessa affidata ad una compagnia di giovani attori che nel racconto troveranno la loro unica ragione di esistere. Sul palco Roberta Andronico, Daniele Bruno, Giorgio Cantone, Luigi Nicotra, Marina Puglisi, Floriana Renna, Eleonora Sicurella, Emanuele Toscano.
Il 12 e 13 agosto, dopo lo spettacolo Miles Gloriosus di Plauto, il pubblico di Segesta potrà continuare ad gustare i colori e i sapori della “classicità” con la manifestazione “Tipicamente: tradizioni e sapori” che si svolgerà a Calatafimi Segesta a partire dalle 20,.30, nel quartiere antico della “Circiara”. In un ecomuseo che racconta la Sicilia degli inizi del ‘900, il visitatore si immergerà nei gusti e nei suoni della vita di un tempo. Non si tratta di un semplice evento folcloristico, ma di un’operazione culturale che rinsalda nella popolazione calatafimese il significativo legame con le proprie radici contadine e i rituali ad esse collegati.

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