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Comunicato stampa del 31.7.2018

Calatafimi Segesta Festival, Tullio Solenghi è Odisseo
Tullio Solenghi è Odisseo. Al Teatro Antico di Segesta, mercoledì 1 agosto, alle 19.15, “Odissea – Un racconto Mediterraneo”. Lo straordinario attore porterà in scena lo spettacolo, che racconta dell’incontro tra Penelope e Odisseo, per il cartellone del Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2018, la manifestazione organizzata dal comune di Calatafimi Segesta col Parco Archeologico di Segesta e la direzione artistica di Nicasio Anzelmo. Il progetto è di Sergio Maifredi, che ne firma anche la regia, e la produzione di Teatro Pubblico Ligure.
Sulle pietre dell’anfiteatro risuoneranno, proprio come accadeva due millenni fa, le parole di Omero pronunciate dalla viva voce di Tullio Solenghi. Sarà lui a ripercorre il rapporto indissolubile fra Odisseo e Penelope, interpretando il canto XIX del poema. Lo spettacolo incrocia un altro filone di Teatro Pubblico Ligure e cioè STAR – Sistema Teatri Antichi Romani, che nel corso degli anni e in tutta Italia ha creato una rete di siti archeologici valorizzati dal teatro, in accordo con i Poli Museali Italiani, le Regioni e il MiBACT (Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo). Di questo circuito entra a fare parte ora un luogo esemplare come Segesta. L’intenzione di Tpl è esaltare i luoghi con le emozioni che provengono dalla letteratura, dalle storie fondanti la cultura occidentale, riportate alla contemporaneità della forma orale da moderni cantori. La forza è nelle parole: parole antiche per pensieri nuovi.
“Odissea – Un racconto mediterraneo – spiega Sergio Maifredi – è un progetto permanente, un percorso da costruire canto dopo canto scegliendo come compagni di viaggio i grandi cantori del teatro contemporaneo e quegli artisti che sappiano comunicare in modo estremamente diretto, non con la protezione del “buio in sala” ma guardando negli occhi il proprio pubblico, non proteggendosi dietro gli schermi delle belle luci o di una bella musica di sottofondo ma affrontando a mani nude la parola. Odissea ha debuttato nel 2009 e ha inchiodato ai sedili di pietra dei teatri antichi e di velluto rosso migliaia di spettatori e che a Segesta porta uno spettacolo affidato a un grande interprete di oggi”.
Nello spettacolo si narra l’incontro Penelope e Odisseo, che in lei ritrova un suo doppio. Penelope è astuta almeno quanto il suo sposo. È stata astuta nel tener testa ai pretendenti, inventando l’eterno gioco della tela, ed è astuta ora nel saggiare chi dice d’esserle marito. E se Telemaco e la nutrice possono credere che l’uomo che hanno davanti è il re di Itaca, che è tornato, che ha ucciso i proci ed ha ristabilito l’ordine, a Penelope questo non basta. Lo mette alla prova ancora una volta. Ordina alle ancelle di spostare il letto nuziale. Solo lei e Odisseo sanno che quel letto è intagliato nel tronco di un secolare ulivo che affonda le radici nella terra dei padri. “Nessun umano lo può spostare!” dice lo straniero. E Penelope si scioglie in un pianto trattenuto da vent’anni. La notte la passeranno ad aversi e a ritrovarsi. Raccontandosi due decenni trascorsi nell’attesa e nel ritorno.
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Comunicato stampa del 28.7.2018

Teatro Antico di Segesta, Francesco Montanari è Ulisse
Un concerto spettacolo con le parole di Francesco Montanari e la musica di Alfio Antico, diretti da Davide Sacco. Domenica 29 luglio, alle 19.15, al Teatro Antico di Segesta,Ulisse l’emigrante”. Prosegue con successo il Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2018, la manifestazione organizzata dal Comune di Calatafimi Segesta in sinergia con il Parco Archeologico di Segesta e la direzione artistica di Nicasio Anzelmo.
Francesco Montanari – uno degli attori più interessanti e popolari di questi ultimi anni – accompagnato dal grande percussionista Alfio Antico, sarà Ulisse nella produzione Tradizione Teatro e Attori & Tecnici.
La ricchezza di Itaca non è nell’approdo, ma nel viaggio, afferma Konstantinos Kavafis nella famosa poesia, e sembrava averlo chiaro in mente quell’Ulisse “multiforme” dell’Odissea, che non esita a ricercare l’avventura “per seguire virtute e canoscenza”, per dirla con Dante. Il concerto-spettacolo proposto vuole raccontare la mitologica figura di Ulisse non solo nella sua sete di avventura, ma anche nelle relazioni strette con i personaggi che, durante il viaggio, lo hanno accolto. Infatti, l’ospitalità per i Greci era sacra, e su questo il testo pone l’accento: i porti sempre aperti, la volontà di accoglienza, la necessità di conoscere l’altro, anche se diverso. Una lezione di civiltà oggi più che mai necessaria, che parte da Omero e attraversa la letteratura occidentale, per mostrarsi ai nostri occhi incredibilmente viva e attuale.
Le parole recitate da Francesco Montanari si fondono con la musica antica di Alfio Antico, che sembra provenire dal centro del mondo, in un risultato poetico ed emozionante, che non può lasciare indifferenti.

Comunicato stampa del 27.7.2018

Calatafimi Segesta Festival, arrivano i contributi dal Ministero; il sindaco: “Un prestigioso riconoscimento per la città”.
Al Festival di Calatafimi Segesta, per la prima volta, è stato riconosciuto il valore artistico a livello nazionale. E il Fondo Unico per lo Spettacolo del Ministero per i Beni e le attività culturali, ha accordato un contributo di 26 mila euro per il triennio 2018 – 2020. Un prestigioso riconoscimento per il Festival, organizzato dal Comune di Calatafimi Segesta, in sinergia con il Parco Archeologico di Segesta e con la direzione artistica di Nicasio Anzelmo.
“Per Calatafimi Segesta si tratta di un evento storico – ha detto il sindaco Vito Sciortino – e questo mi e ci inorgoglisce moltissimo. Sarà una base sicura su cui lavorare per il triennio. Investiremo questa cifra per il potenziamento delle performance teatrali”.
“Un traguardo che premia un percorso fatto di impegno e qualità – ha aggiunto il direttore artistico Nicasio Anzelmo – con un programma artistico di livello nazionale e con un pubblico sempre più fidelizzato e numeroso. Un festival atteso di stagione in stagione. Il merito – continua Anzelmo – va soprattutto all’amministrazione comunale e alla volontà del Parco Archeologico di Segesta, coi direttori che si sono succeduti, che insieme hanno costruito una sinergia indispensabile alla realizzazione degli spettacoli”.
Il Festival, che proseguirà fino al 2 settembre, prevede spettacoli al tramonto e all’alba al Teatro Antico di Segesta, ma anche nella Chiesa di San Giuliano di Calatafimi Segesta. Tanti i nomi di spicco del cartellone, da Tullio Solenghi a Ettore Bassi, da Tuccio Musumeci a Francesco Montanari.
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Comunicato stampa del 26.7.2018

Lysistrata in prima nazionale al Teatro Antico di Segesta; la commedia di Aristofane diretta da Avogadro
Uno spettacolo creato in esclusiva per il cartellone del Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2018, la manifestazione organizzata dal Comune di Calatafimi Segesta in sinergia con il Parco Archeologico di Segesta e la direzione artistica di Nicasio Anzelmo. Venerdì 27 e sabato 28 luglio, alle 19.15, al Teatro Antico di Segesta, Lysistrata di Aristofane. Una prima nazionale con la regia di Mauro Avogadro, che dirige Delfina Balistreri, Dario Battaglia, Nicasio Catanese, Federica Cavallaro, Aurora Cimino, Marcello Gravina, Ivan Graziano, Anita Martorana, Riccardo Masi, Vladimir Randazzo, Claudia Zappia.
Note di regia:
Il sesso fa muovere il mondo! Lysistrata lo sa, ne è convinta e mette in atto uno stratagemma creativo e surreale: tutte le donne greche dovranno astenersi dall’avere rapporti sessuali con i mariti finché la guerra del Peloponneso non sarà cessata. Ma nel tentativo di rovesciare le regole della società maschilista del tempo, Lysistrata è in fondo costretta a confermarle e a conti fatti sembra proprio che il potere decisionale delle donne rimanga legato esclusivamente al sesso.
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Calatafimi Segesta Festival, va in scena “La memoria degli innocenti”: le foto dello spettacolo

E’ andato in scena ieri sera al Teatro Antico di Segesta lo spettacolo “La memoria degli innocenti”.

Una kermesse – nell’ambito del Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2018 – preceduta da un tributo alle vittime delle stragi della banda musicale del Corpo forestale della Regione Sicilia.

“La Memoria degli Innocenti” è un invito a chiedersi: “Complici della bellezza o dell’illegalità?”.

Uno stimolo per avvertire il bisogno, individuale e collettivo, di essere artefici di una scelta, di un cambiamento, di una forte presa di coscienza, di un definitivo allontanamento dalla mentalità di chi si scarica delle responsabilità con il pretesto che il compito di mettere a posto le cose sia da demandare sempre agli altri.

E’ un invito a guardarsi dentro, ad acquisire la consapevolezza che, quando ci si discosta dai principi etici, il comportamento di ogni singolo abitante del nostro amato quanto maltrattato paese, si riversa su quello di un intero popolo.

 

Fonte: Trapani GDS

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Comunicato stampa del 25.7.2018

Le Rane di Aristofane al Teatro Antico; appuntamento con la commedia a Segesta.
Le Rane di Aristofane con la regia di Cinzia Maccagnano giovedì 26 luglio, alle 19.15, al Teatro Antico di Segesta. Un classico del teatro greco per il Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2018, la manifestazione organizzata dal comune di Calatafimi Segesta in sinergia con il Parco Archeologico di Segesta e la direzione artistica di Nicasio Anzelmo. Tra gli interpreti Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu, Cristina Putignano, Chiara Pizzolo, Oriana Cardaci.
Le Rane di Aristofane sono una parodia della decadenza politica e culturale dell’Atene dell’epoca del 405 a.C., ma soprattutto una riflessione sul teatro e sulla vita morale e sociale. Aristofane guarda con nostalgia al passato perché sia evidente il vuoto del presente. Protagonista è Dioniso, il dio del teatro, che qui non è più il seducente straniero delle Baccanti ma un patetico personaggio in cerca d’autore, un attore senza ruolo al quale avanzano battute tragiche che, fuori contesto, risultano penose e grottesche. Il ridicolo Dioniso, pazientemente guidato dal servo Xantia, intraprende il viaggio per l’oltretomba in cerca dell’autore che possa ridargli dignità, e con lui anche al teatro. Inizia così la catabasi verso gli inferi, dove non possono mancare gli incontri con Caronte, il portiere di Plutone, la Fantesca e molti altri personaggi, i quali appaiono come la copia deformata di una umanità bassa e volgare che abita il mondo terreno.
Parentesi poetica è il coro di Rane della palude infernale che sulla soglia tra la vita e la morte, tra la realtà e la finzione, canta cignescamente inafferrabili versi poetici. Il viaggio si conclude con l’atteso incontro con Euripide ed Eschilo, intenti a litigare per stabilire chi dei due sia il più grande poeta tragico. Alla fine Dioniso, giudice dell’agone, sceglie di riportare in vita Eschilo, come per dire che per una società oramai al tramonto, incosciente della propria volgarità, è meglio riportare alla memoria buoni esempi di valori e di vivere civile, piuttosto che sperare in una capacità di autocoscienza di fronte ad esempi di corruzione e degrado. In scena un cimitero di obsoleti pezzi di scenografia, attrezzeria teatrale in disuso, personaggi-relitto; un mondo obliato, ma non morto, tanto da poter sempre essere ridestato da chi, in bilico, insegua una chimera. Così Dioniso, sognatore ottuso e goffo, e il suo servo Xantia, il più furbo e lucido dei Sancho Panza, giungendo sulla scena mettono in moto il meccanismo del teatro e si aprono porte ovunque sia necessario attraversarle.
Tutto si muove col tempo perfetto del teatro, dentro cui c’è spazio per la commedia e per la riflessione, per il caos dell’inferno e per la quiete di un cortile dove un cantore può lamentarsi dei tempi bui in cui si vive e, auspicando una rinascita, può evocare l’inizio di una nuova era che trasformi il cortile in universo. La scusa è ritrovare un autore degno di essere recitato, ma invece è tutto lì, in quell’Armata Brancaleone che inventa avventure, il senso di tale ricerca. E le Rane? Cosa sono le Rane? Le Rane sono la poesia, che non si vede, ma è ovunque la si voglia evocare; sono la natura altra del mondo. Alla fine del viaggio ciò che conta è riconoscersi tra Rane e insieme intonare il bel canto che accompagni l’impresa della risalita o almeno che illuda i sognatori d’essere più vicini al sublime.
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Comunicato stampa del 24.7.2018

Calatafimi Segesta Festival, un incontro sul teatro antico; si parla di Medea con Eva Cantarella e Giusto Picone.
Mercoledì 25 luglio, alle 18.15, al Teatro Antico di Segesta Medea in Grecia e a Roma”, Reading della Medea di Seneca ed Euripide. (Ingresso gratuito).
Prosegue il cartellone del Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2018, la manifestazione organizzata dal Comune di Calatafimi Segesta in sinergia con il Parco Archeologico di Segesta e la direzione artistica di Nicasio Anzelmo.
Il dibattito, a cui prenderanno parte Eva Cantarella, studiosa del mondo antico di fama internazionale (Università degli Studi di Milano) e Giusto Picone (Università degli Studi di Palermo), fa parte del progetto “I volti di Medea”, un ciclo di seminari realizzati insieme dal Festival Dionisiache e dall’Università degli Studi di Palermo col dipartimento di Scienze umanistiche dell’Ateneo, grazie al progetto Segesta Centro Internazionale di studi e ricerca sul teatro antico, istituito nel gennaio 2018, polo di alta formazione e di ricerca sulla drammaturgia greca e latina e contemporanea.
“In questa chiave abbiamo promosso – ha detto il professore Giusto Picone, coordinatore del progetto – con la partecipazione di illustri studiosi e personalità del teatro, il ciclo di seminari, conversazioni di scena e lezioni. L’anno prossimo il progetto vedrà la realizzazione del convegno internazionale di studi “La scena di Medea”, in cui interverranno eminenti studiosi italiani e stranieri e registi tra i più noti e apprezzati. Programmato anche uno “spazio Medea” con le messe in scena della tragedia di Euripide, di quella di Seneca (entrambe in traduzione originale), di due passi tratti da questi drammi e tradotti da studenti di istituti scolastici e la proiezione, a Calatafimi, della Medea di Pasolini e della Medea di Von Trier, introdotte da uno studioso di storia del cinema. Infine, da marzo a maggio 2019, avrà luogo il ciclo di seminari “La maschera del tiranno. Tra drammaturgia e antropologia”, anche questo caratterizzato dall’intervento di illustri studiosi e di personalità del teatro e rivolto a studenti universitari e della scuola secondaria, a docenti, a cultori della drammaturgia antica e contemporanea. Nell’ambito di “spazio Medea” è anche prevista la messa in scena di un’opera teatrale originale su Medea, realizzata dall’autore vincitore del concorso rivolto agli autori del Centro nazionale di drammaturgia contemporanea (Cendic)”.

L’Orchestra Sinfonica e la danza popolare al Calatafimi Segesta Festival: le immagini della serata

Doppio appuntamento ieri sera per il cartellone del Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2018, la manifestazione organizzata dal Comune di Calatafimi Segesta in sinergia con il Parco Archeologico di Segesta e la direzione artistica di Nicasio Anzelmo.

L’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Evgeny Bushkov si è esibita al Teatro Antico di Segesta. Solista Luca Valenza. Un ricco programma che ha visto in scena Miki Marimba Spiritual, Bizet Arlesienne Suite n.1 e n.2 , Rimskij-Korsakov Sheherazade.

In piazza Cangemi a Segesta, invece, è andata in scena “Promenade delle Nazioni – danzando tra le epoche”, uno spettacolo di danza tratto dal manuale “The English dancing master” di John Playford.

I ballerini della compagnia internazionale di danza storica Harmonia Suave, diretta da Carla Favata, si sono esibiti lungo le strade e le piazze di Calatafimi Segesta. Le danze sono iniziate da largo Duca degli Abruzzi, per passare in corso Garibaldi, via Mazzini, piazza Plebiscito, fino a piazza Cangemi.

Fonte: GDS Trapani

Dionisiache di Segesta, ecco i prossimi spettacoli al Teatro Antico

Continuano gli spettacoli al Teatro Antico di Segesta. Prossimo incontro oggi, Lunedì 23 luglio, alle ore 19.15, con “La memoria degli innocenti”, spettacolo in memoria delle troppe vittime italiane di stragi.

Martedì 24 luglio “Naufragio”, riscrittura il lamento di Danae, di Auretta Sterrantino.

Mercoledì 25 luglio, ore 18.30, “Medea in Grecia e a Roma”, incontro che rientra nel progetto “I Volti di Medea”, con la professoressa Eva Cantarella (Università degli studi di Milano) e il professor Giusto Picone (Università degli studi di Palermo).

Giovedì 26 luglio, alle 19.15, “Le Rane” di Aristofane, con la regia di Cinzia Maccagnano.

Venerdì 27 e sabato 28 luglio, alle 19.15, “Lisistrata” di Aristofane, diretto da Mauro Avogadro.

Domenica 29 luglio, ore 19.15, “Ulisse l’emigrante”, con Francesco Montanari e Alfio Antico (regia di Davide Sacco).

Lunedì 30 e martedì 31 luglio, alle 19.15, “L’Asino d’oro” di Apuleio, con la regia di Francesco Polizzi.

Mercoledì 1 agosto, ore 19.15,“Odissea – Un racconto Mediterraneo. Odisseo e Penelope”, con Tullio Solenghi e la regia di Sergio Maifredi.

Giovedì 2 agosto, ore 19.15, “Messa da requiem” di Verdi, con l’Orchestra e il Coro Luglio musicale trapanese, diretto da Elio Orciuolo, in memoria delle vittime dell’attentato di Bologna del 2 agosto 1980.

Venerdì 3 e sabato 4 agosto, ore 19.15, “Gli Uccelli” di Aristofane, diretto da Cinzia Maccagnano in prima nazionale.

Domenica 5 agosto, all’alba, “Infernu, la Cummedia Divina di Dante Alighieri”, regia di Berta Ceglie.

Domenica 5 e lunedì 6 agosto, alle 19.15, “Glauco” di Pirandello, con Andrea Tidona e Guja Jelo diretti da Walter Manfrè.

Martedì 7 agosto, alle 19.15,“La Festa delle donne (Tesmoforiazuse)”, di Aristofane, diretto da Valentina Ferrante e Micaela De Grande

Mercoledì 8 e giovedì 9 agosto, ore 19.15, “Aulularia” di Plauto, con Eduardo Siravo.

Venerdì 10 agosto, ore 19.15, in occasione della notte di San Lorenzo, la seconda edizione di “E lucean le stelle”, con l’orchestra Toscanini diretta da Gaetano Randazzo e con Salvo Piparo.

Sabato 11 agosto (replica 12, 13, 14), alle 19.15,“Miles Gloriosus” di Plauto, con Tuccio Musumeci e la regia di Giuseppe Romani.

L’alba di domenica 12 agosto con il “Decamerone” di Boccaccio in prima nazionale regia di Massimo Giustolisi e Giuseppe Bisicchia.

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Comunicato stampa del 21.7.2018

22 luglio 2018: Orchestra Sinfonica Siciliana e danza popolare; doppio appuntamento a Calatafimi Segesta.
Doppio appuntamento per il cartellone del Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2018, la manifestazione organizzata dal Comune di Calatafimi Segesta in sinergia con il Parco Archeologico di Segesta e la direzione artistica di Nicasio Anzelmo. Una serata all’insegna di musica e danza. Domenica 22 luglio, alle 20.15, l’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Evgeny Bushkov, al Teatro Antico di Segesta. Solista Luca Valenza. Il programma prevede Miki Marimba Spiritual, Bizet Arlesienne Suite n.1 e n.2 , Rimskij-Korsakov Sheherazade. (Special ticket 10 euro).
Alle 21.30 in piazza Cangemi a Segesta, invece, “Promenade delle Nazioni – danzando tra le epoche. Uno spettacolo di danza tratto dal manuale “The English dancing master” di John Playford. I ballerini della compagnia internazionale di danza storica Harmonia Suave, diretta da Carla Favata, si esibiranno in un percorso che si snoderà lungo le strade e le piazze di Calatafimi Segesta. Si inizierà da largo Duca degli Abruzzi, per passare in corso Garibaldi, via Mazzini, piazza Plebiscito, fino a piazza Cangemi. (Spettacolo gratuito).
The English Dancing Master di Playford (1651), è stata la prima raccolta di brani di danze popolari pubblicati nelle isole britanniche. E’ un manuale di ballo contenente la musica e le istruzioni per le country dance inglesi. Fu
pubblicato a Londra in diverse edizioni da John Playford e dai suoi successori dal 1651 al 1717. La prima edizione conteneva 105 danze con melodie a linea singola; le edizioni successive introdussero nuove musiche e danze, alla fine comprendeva tre volumi. Le danze di The Dancing Master sono state ripubblicate ed oggi rimangono popolari tra
i ballerini e gli appassionati di danze storiche.La danza country inglese è menzionata per la prima volta nel periodo elisabettiano. Alcuni dei brani avevano probabilmente almeno 100 anni quando furono pubblicati. Nei primi del 1800 prendono il via le danze Regency, portate al successo e alla notorietà da Jane Austen; nel 1860 la danza ottocentesca trova la sua maggiore espressione attraverso le quadriglie, le contraddanze, i valzer e le danze di società nei gran balli, ma le danze di Playford continuano ad oggi ad essere inserite nei carnet dei balli internazionali.

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